ROMA – Per la prima volta il neo governo Draghi esce allo scoperto e annuncia la possibilità che il blocco dei licenziamenti, in scadenza il 31 marzo, possa essere prorogato in modo generalizzato. Lo ha detto, informalmente, il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, incontrando questa mattina i sindacati metalmeccanici nell’ambito della vertenza Whirlpool. Il leghista Giorgetti, amico di Mario Draghi da oltre un decennio, ha spiegato che la “volontà” dell’esecutivo è quella di estendere il blocco a tutti e che nei prossimi giorni partirà un tavolo con il ministero del Lavoro.
Dopo l’incontro di lunedì tra il segretario del Pd Nicola Zingaretti e il segretario del Carroccio, Matteo Salvini, e le ‘consultazioni’ con le parti sociali avviate da Andrea Orlando, la notizia di una proroga era nell’aria. E infatti, ieri, il primo a capire l’antifona era stato il leader di Confindustria, Carlo Bonomi, che ha lanciato un vero e proprio appello all’ex governatore della Bce: “Non vorremmo assistere a una nuova protrazione del blocco generale dei licenziamenti per prendere ancora tempo. Sarebbe l’invito alle imprese a rinviare ulteriormente riorganizzazioni, investimenti e assunzioni: un segnale decisamente sbagliato”.
LE IPOTESI
Le ipotesi sul tavolo dell’esecutivo sono diverse. C’è chi immagina una mini proroga per tutti di un mese (in attesa di conoscere il provvedimento che istituisca un nuovo sistema di ammortizzatori a cui sta lavorando Orlando) e chi auspica, come i sindacati, un allungamento dello stop fino a giugno, o settembre.
Un breve differimento potrebbe invece essere propedeutico a un secondo step che dia il via una proroga selettiva del blocco. Il divieto di licenziare, in un secondo tempo, resterebbe per le aziende rimaste chiuse per le limitazioni sanitarie o per quelle più colpite dalla crisi. Settori che dunque continuerebbero a usufruire della cig covid gratuita sono la ristorazione, il commercio, gli spettacoli, lo sport, solo per citarne alcuni. Potrebbero invece cominciare a camminare sulle loro gambe comparti come la manifattura, il web, l’edilizia, l’agricoltura. Settori che, se necessario, possono sempre attivare la cassa integrazione ordinaria,