Covid, 14218 nuovi casi e 377 morti. Brusaferro: “Trend in crescita”

ROMA –  I nuovi contagi di Coronavirus in Italia sono 14.218 per 270.507 tamponi tra molecolari e antigenici e 377 i morti. Il tasso di positività sale al 5,2% rispetto al 5,02% di ieri. Ventiquattro ore fa i nuovi casi erano stati 13.659 a fronte di 270.142 test, 421 i decessi.

COVID, TERAPIE INTENSIVE E RICOVERI ORDINARI IN CALO

Sono 2.142 le terapie intensive in Italia, 9 in meno rispetto a ieri. Ammontano a 19.575 i ricoveri ordinari, 168 in meno nelle 24 ore. 

BRUSAFERRO: “PIÙ CAUTELA A CAUSA DELLE VARIANTI“

“C’è un tema delle varianti che si cominciano ad isolare nelle nostre Regioni e per le quali sono state assunte alcune decisioni di restrizione. Nella maggioranza delle Regioni il rischio resta moderato ma c’è un trend in crescita, in cui 13 Regioni hanno almeno un flusso su quattro di rischio calcolato come più elevato”. Così il professor Silvio Brusaferro, presidente dell’istituto superiore di sanità, presentando i dati della cabina di regia settimanale sul monitoraggio dell’epidemia. Rispetto alla valutazione di impatto, “ci sono diverse Regioni a ridosso della soglia e quindi con un rischio di occupazione dei posti in area medica. In sostanza non c’è una decrescita, ma una situazione di stallo e un intervallo di confidenza che include il valore 1, pertanto l’incidenza si mantiene sui 330 casi per 100mila abitanti, e ricordiamo che il tracciamento riusciamo a farlo se restiamo su 50 casi per 100mila abitanti. Rispetto alla settimana scorsa, quando erano due, ci sono tre Regioni con rischio più elevato e questo ci induce ad una condizione di tutela e di necessità di monitoraggio attento all’epidemia soprattutto alla luce delle nuove varianti”, ha concluso Brusaferro.

REZZA: “OGGI 14MILA NUOVI CASI E MOLTI DECESSI“

“I dati di oggi sembrano stabili, abbiamo circa 14mila positivi, poco più di ieri ma con un numero di decessi che resta piuttosto elevato. La situazione non è confortante, anche se le misure intraprese e i comportamenti prudenti dovrebbero mantenere più stabile l’epidemia. Il tasso di occupazione dei posti in terapia intensiva è ancora sotto soglia critica ma se dovessimo avere un’escalation del virus sarebbero veloci a risalire e superare la soglia”. Così Giovanni Rezza, direttore generale della prevenzione del ministero della Salute,

 » Continua a leggere su DIRE.IT…