ROMA – Una vera transizione digitale della Pubblica Amministrazione col più efficiente sfruttamento delle risorse previste nel Recovery Plan richiede un cambio netto delle regole del gioco: dalla definizione di vincoli nella pianificazione, alle strategie di formazione di manager e dipendenti, dal ripensamento dei processi organizzativi allo snellimento legislativo (che non sia semplicistico). Lo assicurano alcuni dei maggiori esperti italiani di digitalizzazione intervenuti durante la web conference “PA e eGov”, trasmessa lo scorso 3 febbraio, nel corso della terza settimana del DIG.eat 2021, l’evento sul digitale promosso da ANORC e Digital & Law Department in corso sino al 12 febbraio. Il contenuto integrale è accessibile comodamente on demand, registrandosi su piattaforma https://www.digeat.it/.
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I VINCOLI DI PROGETTO NEL RECOVERY PLAN
La conferenza moderata dall’Avv. Sarah Ungaro, Vicepresidente di ANORC Professioni è iniziata con un intervento del prof. Donato Limone, Ordinario di Informatica Giuridica e docente di Scienza dell’Amministrazione digitale presso Unitelma Sapienza, sull’esigenza di stabilire dei vincoli di progetto nel Recovery Plan per ora ‘solo accennati’. Otto i vincoli elencati dal professore di Informatica Giuridica: semplificazione burocratica; costruzione di modelli organizzativi a supporto dell’amministrazione digitale; costruzione di burocrazie trasparenti; amministrazioni accessibili; amministrazioni nativamente digitali (stop ai sistemi misti); amministrazioni partecipate e sostenibili; formazione per dirigenti e dipendenti.
L’IMPORTANZA DELLA FORMAZIONE
“Se non introduciamo questi vincoli- ha avvertito Limone- rischiamo di spendere soldi solo in tecnologie, che non bastano per fare la trasformazione digitale”.
L’ultimo dei punti è stato ripreso proprio dal Dirigente del Dipartimento della Funzione pubblica, Elio Gullo: “Gran parte dei dirigenti amministrativi- ha detto citando un’indagine fatta con dei questionari sul personale pubblico- ha una scarsa conoscenza degli strumenti digitali. L’idea- ha poi aggiunto- è che è necessario immaginare qualcosa di stabile e duraturo come un istituto di formazione digitale attraverso cui devono passare tutti i dipendenti”.