DIG.eat, parola alle esperte: “Educare i minori all’uso della Rete”

ROMA – “I minori, in rete e sui social network, rappresentano oggi un esercito di piccoli consumatori i cui dati hanno un valore incalcolabile per i ‘colossi del web’, in quanto si tratta di soggetti facilmente profilabili al fine di generare nuovi e preziosi contenuti diversi da quelli già esistenti”.

Esordisce così Alessandra Fischetti, avvocato del Foro di Milano, esperta in protezione dei dati personali e componente del D&L NET, intervenuta durante il Webinar ‘Minori e rete’  insieme alla collega Paola Gallozzi, avvocato del Foro di Milano, esperta in protezione dei dati personali e componente del D&L NET 
L’evento appartiene al programma DIG.eat 2021, andato in onda mercoledì 3 febbraio alle 18:00, è visibile gratuitamente on demand registrandosi su piattaforma.

I giovanissimi rappresentano un esercito di consumatori per i colossi del web

Per garantire la protezione del minore nella rete è intervenuto il Regolamento europeo 679/2016, relativo alla protezione delle persone fisiche in materia di trattamento dei dati personali.  “L’articolo 8– argomenta Fischetti- si occupa di disciplinare la validità del consenso prestato ai ‘colossi della rete’. Il consenso, infatti, è valido se il minore ha compiuto almeno 16 anni. Per età inferiori, il trattamento dei dati personali è legittimo solo in caso di autorizzazione manifestata dai genitori. In Italia il limite di età per il consenso digitale è di 14 anni”, aggiunge.

L’avvocato nel suo intervento sottolinea l’importanza di tutelare il minore nella rete, favorendo maggiore trasparenza: “In considerazione del fatto che i soggetti minorenni risultano essere meno consapevoli dei rischi e delle conseguenze della condivisione di informazioni intime, la legge italiana prevede che qualsiasi comunicazione sui dati personali del minore debba risultare facilmente accessibile attraverso l’uso di un linguaggio chiaro e semplice”, conclude l’esperta.

Educare i ragazzi all’uso

“Come proteggere i minori che sono i soggetti più vulnerabili nel mondo del web?”. Questo il quesito posto da Paola Gallozzi,

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