Di Alfonso Raimo e Luca Monticelli
ROMA – Pierluigi Bersani lo chiama “meccanismo di solidarietà” perchè “chi è meno colpito dagli effetti della crisi e ha di più, deve dare di più”. E’ un grande classico della politica italiana che a ogni finanziaria torna d’attualità: la patrimoniale. Un modo semplice, rapido ed efficace per fare cassa e redistribuire un po’ di reddito. Proprio ieri il premier Giuseppe Conte ha partecipato al vertice italo-spagnolo con Pedro Sanchez, capo di un governo che ha appena approvato una imposta dell’1% per i patrimoni superiori ai 10 milioni di euro.
E’ Nicola Fratoianni a prendere la palla al balzo per rilanciare una proposta cara a Sinistra italiana. “Quella di Sanchez non è un’idea folle- dice il leader di SI- ma una misura di civiltà a favore di chi sta pagando più duramente il prezzo della crisi“. Fratoianni ha pronto l’emendamento da presentare alla legge di Bilancio all’esame della Camera: “In Italia ci sono poco più di 2.200 italiani con un patrimonio personale di 50 milioni di euro. Con una tassazione del 2% si potrebbero ricavare almeno 10 miliardi di euro. A me pare una semplice questione di giustizia”, sottolinea l’esponente di Leu.
Giovanni Paglia, responsabile economico del partito, ha in mente un’aliquota dello 0,5% da applicare sui patrimoni a partire da 10 milioni che cresce fino al 2% per chi detiene oltre 50 milioni di euro. Con questo schema la stima di gettito arriva ad almeno 18 miliardi di euro. “In realta’ di patrimoniali ne esistono gia’ diverse e sono tutte piccole, come l’imposta di bollo sui conti correnti o l’Imu sulla seconda casa“, spiega Paglia alla Dire. Paradossalmente, osserva, “sono imposte sui piccoli patrimoni mentre in Italia dove non c’e’ un’anagrafe delle ricchezze, i grandi patrimoni non sono censiti. Noi proponiamo di togliere le patrimoniale ‘piccole’ e di metterne una su tutta la ricchezza posseduta da una persona, ovunque detenuta, sia in Italia che all’estero, con una franchigia di 10 milioni di euro”.