VIDEO | Nonantola contro la violenza sulle donne: le testimonianze dirette dei volontari

Tante le iniziative del Comune modenese, che pubblica toccanti clip amatoriali di Anpi, Anc, Spi-Cgil e altre organizzazioni locali

“La violenza sulle donne in periodo di pandemia – spiega Paolo Rizzo, presidente della Consulta del Volontariato – assume degli aspetti molto preoccupanti. Ragazze, donne giovani, ma anche molte anziane subiscono minacce e maltrattamenti, spesso nelle mura domestiche dove ci si dovrebbe sentire più sicure e protette, subiscono la quarantena come un elemento ulteriore di sofferenza e di forte disagio. Essere costrette a condividere spazi e presenze senza alcuna possibilità di rifugio di scappatoia. Il nostro impegno è stato prima di tutto quello di dare vita ad un gruppo di lavoro della Consulta tutto dedicato alle tematiche di genere e di difesa delle donne, da questo l’esigenza di denuncia e di testimonianza del mondo associativo, che vuole essere impegno costante per tutti i giorni dell’anno”.

LEGGI ANCHE: Violenza donne, ecco il modello ‘RiNascere’ per contrastarla

CLIP AMATORIALI REALIZZATE DAI VOLONTARI

I video amatoriali, pubblicati sulla pagina Facebook della Consulta, raccolgono testimonianze d Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, dell’Associazione Nazionale Carabinieri, o ancora dei sindacati Spi-Cgil e di altre organizzazioni locali.

Commovente, ad esempio la testimonianza di Ivan Melotti, che racconta il rastrellamento della via Larga a casa del partigiano Erio Sitta, dove la moglie fu picchiata dai fascisti davanti ai propri figli. “La violenza sulle donne è violenza sull’umanità e su tutto ciò che ci circonda” ricorda in calce il post di Anpi.

Sul profilo Facebook della Consulta del Volontariato di Nonantola appare anche un video realizzato da Astramentis: “La disparità è ricca di sfaccettature, alcune più visibili di altre. Sta a noi come donne e uomini di cultura porre fine a ciò.

La violenza è sintomo di una società malata: noi stessi siamo la malattia, ma possiamo anche essere la cura. Pensiamoci, perché la nostra responsabilità è grande”.

L’Auser concentra la propria clip sul fatto che la quarantena ha rappresentato per molte donne un ulteriore pericolo: “Ragazze, donne giovani, ma anche molte anziane subiscono minacce e maltrattamenti, spesso nelle mura domestiche dove ci si dovrebbe sentire più sicure e protette”. Con tanto di appello per cambiare il linguaggio e il modo in cui vengono narrati gli episodi di violenza.

 » Continua a leggere su DIRE.IT…