Sisma Irpinia, Doglioni (Ingv): “In Italia possibili terremoti 8 volte superiori”

Carlo Doglioni, presidente INGV (Istituto nazionale geofisica e vulcanologia), lo dice intervenendo a ’23 novembre 1980-2020: terremoto dell’Irpinia e mitigazione del rischio sismico’

ROMA – Quello del’Irpinia “e’ stato il terremoto piu’ forte degli ultimi 112 anni”, ma “l’Italia e’ zona sismica e spesso ce lo dimentichiamo”. Di conseguenza “teoricamente possiamo attenderci terremoti anche di forza maggiore”, visto che “in Appennino ci sono decine e decine di faglie che possiamo considerare attive” e che “a distanze di secoli si attivano”, a causa di “una sismogenesi diffusa”. I terremoti “dove si sono verificati in passato ritorneranno”, e ci sono “zone in cui non si sono verificati terremoti ma dove si potrebbero verificare in futuro”. Terremoti “teoricamente di magnitudo anche 7.4-7.5, quindi 8 volte maggiore di quello dell’Irpinia”. Carlo Doglioni, presidente INGV (Istituto nazionale geofisica e vulcanologia), lo dice intervenendo a ’23 novembre 1980-2020: terremoto dell’Irpinia e mitigazione del rischio sismico’, conferenza stampa sulla prevenzione del rischio sismico nel quarantesimo anniversario del terremoto che devasto’ l’Irpinia, in streaming.

“Attualmente non siamo in grado di prevedere i terremoti”, ricorda Doglioni, quindi “non sappiamo dove” ma per quel che riguarda l’Appennino “dobbiamo attenderci distruzioni nell’area epicentrale simili a quella che abbiamo conosciuto” in Irpinia.

Di conseguenza “le carte geologiche sono fondamentali per capire dove possono esserci fenomeni di amplificazione, che possono esser riconosciuti grazie a microzonazione sismica”. Cio comporta, pero’, “l’obbligo di evitare l’oblio dei terremoti”, raccomanda il presidente INGV, infatti “il nostro cervello vuole dimenticare i brutti momenti, come oggi con la pandemia in corso, ma e’ nostro dovere essere vigili e far presente che i terremoti torneranno in futuro”.

E’ quindi necessario “implementare le reti di monitoraggio”, visto che sappiamo ci saranno “20-25 terremoti distruttivi ogni secolo”, ribadisce Doglioni, “sappiamo che il terremoto tornera’ e dobbiamo lavorare in questo senso”. Insomma, “vale la pena studiare i terremoti”, perche’ quando colpiscono un territorio significa “perdere radici, identita’ e la disgregazione del tessuto economico”. Quindi, auspica il presidente INGV, dobbiamo “fare pace con la Terra e capire che esistono i terremoti”.

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