Violenza sulle donne, la testimonianza della chirurga in prima linea: “Aumentano fratture e strozzamenti”

Intervista a Maria Grazia Vantadori, chirurga del Pronto Soccorso dell’ospedale San Carlo Borromeo di Milano. Da gennaio nuovo articolo per il Testo Unico che regola la deontologia dei giornalisti sul rispetto delle differenze di genere

di Silvia Mari e Annalisa Ramundo

ROMA – “Mi mancava l’aria, cercavo di togliere le sue mani dal collo”. A dirlo e’ una delle donne che Maria Grazia Vantadori, chirurga del Pronto Soccorso dell’ospedale San Carlo Borromeo di Milano, accoglie, cura e salva. “È terribile ascoltare quella loro sensazione di morte imminente”, ha spiegato intervistata da DireDonne. In questo periodo di restrizioni per il virus, il grande pericolo è  “l’isolamento di queste donne”, che quando arrivano in ospedale, ha raccontato la chirurga, “spesso sono ancora in uno stato di limbo, non sanno ancora se vogliono andar via o restare con l’uomo che le maltratta”.

Dal Covid in poi è tutto diverso, tra i cambiamenti della vita sociale, familiare e la paura di accedere all’ospedale per il rischio di contagio. “Oggi arrivano donne che hanno sul corpo segni di aggressioni di maggiore violenza– ha spiegato Vantadori- vedo lesioni procurate da episodi di violenza maggiore come fratture al naso e molti tentativi di strozzamento”.

La chirurga, che da 30 anni lavora in Pronto Soccorso, è nel “Comitato scientifico della rete REAMA (Rete per l’empowerment e l’auto mutuo aiuto delle donne), ed e’ “referente per il Centro di Ascolto Soccorso Donna dell’ospedale San Carlo Borromeo, che è di fatto il primo ‘sportello’ pubblico del territorio nazionale. Si chiamava un tempo- ha ricordato- Soccorso Rosa, nato da un mio progetto negli anni duemila e confluito poi in Soccorso Donna che unisce oggi due realtà: un Centro di ascolto e salute per le donne immigrate e il Centro che si occupa di maltrattamenti in ambito familiare. Queste due realtà hanno due distinte équipe che lavorano in stretta simbiosi”. Nel Centro che si occupa di violenza domestica “ci sono un’infermiera, le psicologhe, un’assistente sociale, io sono la referente del Pronto Soccorso e la responsabile di tutta l’Unità operativa semplice CASD (Centro ascolto soccorso donna),

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