ROMA – “La mia storia si è protratta per molto tempo per avere l’affido esclusivo di mia figlia, dopo la denuncia di violenza. È molto difficile trovare un equilibrio tra la storia giudiziaria e quello che si vive a casa, come mamme, per tentare di dare serenità ai bambini e non alterare il concetto delle figure genitoriali. È difficile quando la figura paterna, come accade in molti casi, non è convivente, ma ho sempre cercato di farlo, anche se tra incontri protetti e altre pressioni abbiamo passato momenti di grande tensione”. È la testimonianza di Cristiana Rossi, amministratrice giudiziaria, mamma coraggio dalla cui testimonianza ha preso avvio lo Speciale DireDonne dedicato agli affidi dopo denunce di violenza. Cristiana è riuscita a tenere con sé sua figlia, nonostante le relazioni dei servizi sociali. In diretta Fb sui canali dell’agenzia Dire, Cristiana ha parlato di “pressioni sui minori e affidi” e ha raccontato l’attività dell’associazione So.Germa, nata dalla sua vicenda personale con lo scopo di formare figure che operino nel mondo dei minori e sul fronte del risarcimento economico per i danni che queste famiglie subiscono nel corso dei lunghi procedimenti giudiziari. Il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, Jacopo Marzetti, ha ribadito l’importanza “della prevenzione” anche ricordando che “negli ultimi anni ci sono stati molti interventi legislativi sia per il contrasto alla violenza sulle donne che in materia di diritti dei bambini”. Prima del Covid “nelle scuole facevo incontri con genitori e figli, ma su questi temi – conflittualità, violenza, anche assistita- non c’era grande partecipazione delle famiglie”. E il ruolo di Garante ha importanza proprio nella “prevenzione”, nell’”indirizzare i ragazzi verso coloro ai quali possono rivolgersi se assistono a violenze” in casa. “Molte volte si richiede ai Garanti di entrare nelle sentenze. Questo- ha precisato l’avvocato Marzetti – non è possibile. Il Garante deve diffondere i diritti del fanciullo, verificare i luoghi dove i bambini sono, e deve collaborare istituzionalmente con tutti gli attori che trattano dei diritti dei bambini, anche i tribunali. È fondamentale unire le forze”.