ROMA – “In Egitto la dittatura soffoca chiunque faccia attivismo politico, ma la rivoluzione non è morta. Ha piantato un seme, soprattutto nelle nuove generazioni e la lotta per porre fine alla corruzione, alle violazioni dei diritti e a questo regime controllato dai militari non si ferma”. Ramy Essam è un cantautore determinato a usare la musica per denunciare ciò che sta accadendo nel suo Egitto. Un Paese che ha dovuto lasciare tre anni fa per evitare il carcere. Essam ora vive in Finlandia, dove ha chiesto e ottenuto l’asilo politico.
GLI AMICI CATTURATI PER UN VIDEOCLIP
In un’intervista con l’agenzia Dire, ricorda la sua storia: “Era il 2018 e con l’amico e poeta Galal El-Behairy decidemmo di scrivere una canzone ironica in occasione delle elezioni presidenziali, per raccontare quanto ‘meravigliosi’ fossero stati i primi quattro anni di Abdel Fattah Al-Sisi al potere”. Un videoclip che fa però scattare la macchina della giustizia egiziana: sette persone finiscono in carcere per reati che vanno dalla collusione a gruppo terrorista, diffusione di fake news e uso di internet per destabilizzare l’ordine pubblico. “Oltre al mio amico Galal – continua Essam – è stato preso anche il social media manager Mustafa Gamal, che con quella canzone non aveva nulla a che fare. Avevamo solo collaborato tempo prima per un’altra questione di lavoro”.
LEGGI ANCHE: Egitto, l’ong di Zaki nel mirino: arrestato anche il direttore
Ma il fatto “più terribile” di questa storia, secondo il musicista, “è stata la morte di Shady Habash”. Il fotografo e regista della clip video è morto a maggio nel carcere di massima sicurezza di Tora a 23 anni ancora da compiere. I compagni di cella hanno riferito di “dolori addominali acuti” a cui non sarebbero seguiti interventi dei medici. “Lo hanno lasciato morire”, denuncia Essam.
IN EUROPA È UNA STAR DI YOUTUBE
In Europa il cantautore si è ricostruito una vita: la carriera – con canzoni da oltre 7 milioni di visualizzazioni su Youtube – si intreccia all’attivismo politico.