Il segretario di Demos e consigliere regionale del Lazio Paolo Ciani si candida per sfidare Virginia Raggi
ROMA – “Ho grande stima per diverse delle persone che sono state chiamate in causa nell’ambito delle primarie. Credo non ci saranno grandi difficolta’, laddove uno di noi vincesse, e nel caso fossi io, a coinvolgere gli altri. C’e’ una grande affinita’ con Sabrina Alfonsi, con la quale abbiamo gia’ parlato, e con cui potrei pensare ad un ticket. Ma ho anche stima per Tobia Zevi e Giovanni Caudo, che potrebbero aggiungersi in corso d’opera”. Cosi’ il segretario di Demos e consigliere regionale del Lazio, oltre che candidato sindaco di Roma, Paolo Ciani, nel corso di un’intervista con l’agenzia di stampa Dire nell’ambito della rubrica DIREzione Roma.
“Credo che nel tema del programma e anche in quello della squadra bisognera’ tenere conto degli altri interlocutori- ha aggiunto- Io ho tante idee ma non penso che possa imporre qualcosa agli altri. Un esempio? Calenda parla in continuazione di termovalorizzatori quando la coalizione di centrosinistra nel Lazio ha stabilito che non vuole usarli. Che senso ha che continui ha ribadire solo quello che vuole lui senza tenere in conto quello che pensa la coalizione?”.
CIANI A CALENDA: PRIMARIE VANNO FATTE, NON CI SI PUÒ IMPORRE
“Le primarie vanno fatte: io penso che nessuno puo’ avere la presunzione di dire ‘ci sono, io basto, sono il migliore e quindi venite tutti con me’”. Cosi’ il consigliere regionale del Lazio e candidato a sindaco di Roma, Paolo Ciani, rispondendo ad una domanda sul rapporto con Carlo Calenda e sulla necessita’ di fare o meno le primarie nel campo del centrosinistra.
“Il Pd- ha spiegato Ciani– si e’ dato questo strumento e io stesso ho aspettato ad offrire la mia candidatura in assenza di un nome unitivo, in presenza del quale non avrei avuto difficolta’ a condividere un percorso. Quando poi i nomi sono venuti meno con Demos abbiamo offerto una nostra candidatura, nella mia persona.