La Calabria punta sugli ospedali da campo, ma tante strutture sono chiuse da anni

AGI – Riaprire gli ospedali chiusi per dotare la Calabria dei posti letto necessari a fronteggiare l’emergenza Covid? In questi giorni di bufera sulla sanità in fondo allo Stivale se ne parla. La regione è “zona rossa” proprio perché, al di là dei numeri del contagio, preoccupa la situazione di una rete sanitaria indebolita dalla chiusura di 18 ospedali, avvenuta 10 anni fa, quando scattarono le procedure del piano di rientro e il commissariamento. Ora si punta sui posti letto provvisori per colmare le falle del sistema.

I tagli risalgono al 2010. Governatore era Giuseppe Scopelliti, al quale il Governo conferì i poteri commissariali con un preciso mandato: ridurre i costi al fine di far quadrare i conti di un settore schiacciato dal deficit. Il presidente commissario fu costretto a farlo partendo dal ridimensionamento delle strutture sanitarie presenti sul territorio.

Dei 18 ospedali chiusi, due furono “riesumati” da una sentenza del Consiglio di Stato, quelli di Trebisacce e Praia a Mare, nel Cosentino. Gli altri sono rimasti chiusi o ridimensionati fortemente se non trasfo

 » Continua a leggere su AGI.IT…