VIDEO | Epatite C, Regione Lombardia: “Con i test rapidi pazienti ‘catturati’ con facilità”

La decima tappa del progetto Hand arriva a Como, dove si è svolto l’incontro dal titolo ‘Buone prassi e networking nella gestione dell’epatite C in soggetti con disturbo da addiction, al tempo del Coronavirus’

COMO – “Il primo contributo del progetto Hand è quello di favorire un network locale tra i centri prescrittori e i Servizi per le dipendenze. Il secondo contributo, invece, è quello di fornire test rapidi salivari che facilitano e rendono più snella l’attività di screening su pazienti che, altrimenti, sarebbero difficili da ‘catturare’ per il prelievo”. Lo ha detto il dottor Marco Riglietta, coordinatore UOC Dipendenze della Regione Lombardia, a margine del corso di formazione ECM sulla gestione dei tossicodipendenti con epatite C, organizzato dal provider Letscom E3 con il contributo non condizionante di AbbVie. Dopo Pozzuoli, Alessandria, Brindisi, Benevento, Siracusa, Roma, Torino, Pesaro e Pavia, la decima tappa è stata quindi a Como, dove si è svolto l’incontro dal titolo ‘Buone prassi e networking nella gestione dell’epatite C in soggetti con disturbo da addiction al tempo del Coronavirus’. I corsi di educazione continua in medicina (che saranno in totale 16 su tutto il territorio nazionale) rientrano nell’ambito del progetto ‘Hand – Hepatitis in Addiction Network Delivery’, il primo progetto pilota di networking a livello nazionale patrocinato da quattro società scientifiche (SIMIT, FeDerSerD, SIPaD e SITD), che coinvolge i Servizi per le Dipendenze e i relativi Centri di cura per l’HCV afferenti a diverse città italiane.

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“Il principale punto di forza del progetto Hand- ha proseguito Riglietta- è quello di essere riuscito a coinvolgere quattro importanti società scientifiche (SIMIT, FeDerSerD, SIPaD e SITD). Il secondo merito è stato invece quello di riuscire a costituire un network locale, facilitando così il collegamento tra i Ser.D. e i Centri di cura per l’Hcv, soprattutto in quelle zone in cui tale collegamento era più carente. Il terzo punto di forza, ancora, è stato la formazione a tappeto portata avanti in tutti i Servizi per le dipendenze”. Secondo Riglietta, dunque, in due anni il progetto Hand ha permesso di mantenere alta l’attenzione sul tema dell’epatite C.

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