I 70 anni di Carlo Verdone, l’uomo che con i suoi mille volti ha raccontato gli italiani

ROMA – C’è il giovane ingenuo che, con lo sguardo rivolto verso l’alto, dice di aver visto due cervi, anzi “due cervetti. Vivi? No, me sa che erano morti”. C’è il giovane autostoppista ‘figlio dei fiori’ che vorrebbe andare in India in autostop. Ma pure il logorroico personaggio che vorrebbe andare al cinema con la famiglia, ma che per farlo è costretto ad armarsi per paura di incontrare qualche criminale. Oppure il coatto romano amante delle donne, che però è disposto a sacrificare Bo Derek pur di far vincere lo scudetto alla Roma. Una serie di personaggi apparsi sui programmi Rai dalla fine degli Anni 70, da ‘Non Stop a ‘Al Paradise’, in cui muoveva i primi passi un giovane Carlo Verdone, che oggi compie 70 anni, e che lo hanno ispirato per i suoi film.

Il giovane ingenuo e stralunato è un antesignano di Leo, personaggio analogo a Mimmo di Bianco, Rosso e Verdone, interpretato questa volta in Un sacco bello. Oppure l’autostoppista che consulta l’astrologa Maria Bianca Zellanti, interpretata sempre da Verdone, che gli consiglia di non andare India in autostop, nella sua parlata ricorda moltissimo il Ruggero ‘figlio’ di Mario Brega in Un Sacco Bello. E che dire del coatto tifoso della Roma, la fotocopia di Enzo, di Un Sacco Bello, che ricorda pure Pasquale Ametrano, l’emigrato lucano di Bianco, Rosso e Verdone nel modo di sistemarsi i pantaloni. Tanti personaggi, un unico interprete.

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Che a proposito della nascita di questi personaggi, racconterà’: “Io ero un osservatore di romani, di italiani, di personaggi del mio quartiere. Sono personaggi che nascono da incontri nel mio quartiere, fatto di artigiani. E poi a scuola, con i professori, offrivano tanti spunti. Entravo nella mentalità del personaggio,

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