Roma, Berdini si candida a sindaco: a sinistra, ma fuori dalla coalizione

ROMA – Se a Roma le grandi coalizioni sono ancora alla ricerca di un candidato, a sinistra qualcosa si muove. A tentare la scalata allo scranno più alto del Campidoglio è Paolo Berdini, ex assessore all’Urbanistica della giunta Raggi, e noto per le sue posizioni anti-cemento e contro lo stadio della Roma: “Ho candidato un’idea, prima ancora della mia persona. Poi mi auguro che ci siano le condizioni per la mia candidatura che, se tutto va bene, lanceremo entro Natale”, ha confessato Berdini all’agenzia di stampa Dire. L’urbanista ha lasciato il Campidoglio dopo aver espresso alcuni giudizi molto critici nei confronti della Raggi e dopo che il progetto per lo stadio di Tor Di Valle aveva ottenuto il via libera dell’amministrazione pentastellata.

La creatura di Berdini sta muovendo i primi passi e giocherà a sinistra, ma fuori dalla coalizione guidata dal Pd. “Metteremo in campo una lista civica che avrà come nome ‘La Roma che vogliamo’- spiega Berdini- per ora abbiamo un solo comitato nell’VIII Municipio ma dovremmo arrivare in tutti e 15 i Municipi in breve tempo, entro dicembre”.

La lista, racconta l’urbanista, nasce dalla collaborazione con personalità quali Sandro Medici, Gaia Pallottino e don Roberto Tardelli e punta dritto allo schieramento a sinistra del centrosinistra, un area presidiata già da personaggi come il candidato sindaco e presidente del III Municipio, Giovanni Caudo, e il presidente del VIII Municipio Amedeo Ciaccheri.

“Ma è inutile che fanno i furbi Caudo e Ciaccheri- spiega Berdini- loro stanno con il baraccone del Pd. Io amo Ciaccheri, è un eccezionale presidente ma anche lui si è messo con il Pd, il partito che ha contribuito allo sfascio della città. Noi invece staremo fuori da questo perimetro. La politica è un mestiere difficile ed è vero che il settarismo fa male alla sinistra- ammette Berdini- nel Pd ci sono anche tante brave persone, non è il male assoluto. Ma in questo caso noi dobbiamo riportare al voto chi non vota più perché non vuole più saperne del Pd e non possono votare per Ciaccheri e per quanti sono legati al Pd”.

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