Uno dei pilastri teorici delle politiche di protezione civile è tradizionalmente il “ciclo della gestione delle crisi” che viene rappresentato graficamente in modi diversi; tra i più frequenti vi è un cerchio diviso in 4 segmenti: LA PREVISIONE, LA PREVENZIONE E LA PREPARAZIONE, LA GESTIONE DELL’EMERGENZA E IL SUPERAMENTO DELLA CRISI.
Le politiche di risposta alle crisi impostate dalle Nazioni Unite, come da tutte le maggiori agenzie tecniche ed economiche del pianeta, privilegiano il secondo segmento del ciclo, quello relativo alla PREVENZIONE E PREPARAZIONE. Non a caso da decenni sentiamo ripetere come un mantra l’assunto che “un dollaro investito in prevenzione fa risparmiare 10 e più dollari, evitando l’impatto di un disastro o riducendone i danni”.
Ed è proprio su questi teoremi che la comunità internazionale da lustri opera, aiutata dall’evoluzione tecnologica che per ogni possibile emergenza è oggi in grado di analizzare parametri scientifici, valori di rischio e metodi per ridurre la vulnerabilità e aumentare la resilienza.
Pur essendo riconosciute universalmente, la comunità dei “protettori civili” è ben consapevole della scarsa consistenza e del limitato impatto delle politiche di prevenzione. Non è raro sentir dire infatti che “la prevenzione non fa vincere le elezioni”, anche perché politicamente si preferisce la fotografia del leader con gli stivali nel fango del disastro accanto ai suoi concittadini sofferenti; questa immagine rende eroico ed amato dal suo popolo il capo politico. Lo stesso leader dietro una scrivania con una pila di fogli di carta che corrispondono a piani di prevenzione dei disastri non genererebbe lo stesso effetto empatico.
E a pochi sorge il dubbio che se lo stesso leader avesse speso in opere di prevenzione probabilmente quella fotografia in emergenza non ci sarebbe stata perché il disastro sarebbe stato evitato proprio grazie agli interventi di prevenzione che però non sono stati realizzati! Ma queste considerazioni non fanno notizia e non piacciono in genere ai media; la prevenzione è carente di pathos!
I commenti sopra riportati e il grafico del ciclo delle crisi bene si adatta a quello che molti hanno definito il peggior disastro che la storia recente abbia registrato: la pandemia di COVID 19.