ROMA – “La gestione del post lockdown è stata evidentemente molto carente. Abbiamo riaperto senza che fossero poste in atto precauzioni sufficienti e senza avviare a soluzione problemi quali, ad esempio, la sicurezza dei trasporti pubblici e il potenziamento della diagnostica e delle strutture sanitarie dedicate. Sul piano assistenziale, l’attuale gestione deve affrontare gli stessi problemi di marzo. Chiudere adesso per “salvare il Natale” può non essere più sufficiente. I tradizionali cenoni allargati quest’anno non saranno comunque possibili. Alla luce dei numeri, se gli interventi non funzionassero arriveremmo a Natale nel pieno della seconda ondata. Se funzioneranno, dovremo adeguarci a una riapertura graduale e a molte cautele, per non ripetere quanto già successo a Ferragosto”. Nel corso della terza sessione della giornata inaugurale del “Global Health – Festival della Salute Globale”, arriva il monito del Prof. Massimo Galli, Past President SIMIT – Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali e Primario di Malattie Infettive all’Ospedale Sacco di Milano.
L’infettivologo è intervenuto in serata, nel modulo “Origine, gestione ed evoluzione della pandemia in Italia e nel mondo“, moderato dal giornalista Daniel Della Seta, riflettendo sul vaccino annunciato da Pfizer, sui test abbinati Covid e Hcv in Lombardia e sulla necessità di vaccinarsi contro l’influenza. Un’occasione per fare il punto su questi 9 mesi di pandemia in Italia e sulle prospettive future, ancora piene di punti interrogativi e probabilmente caratterizzate da nuovi sacrifici.
“La prima ondata della pandemia è stata sostenuta, quasi per intero, da un ceppo arrivato probabilmente da Shangai in Germania intorno al 20 gennaio 2020 e poi in Italia, nella prima zona rossa, intorno al 25 di gennaio – ha spiegato il Prof. Galli – Vi sono state certamente anche introduzioni di altri ceppi, il cui ruolo, in base alla frequenza di isolamento delle diverse sequenze, sembra essere stato secondario”.
“Rispetto alla scorsa primavera, quando la gente era impaurita, ma solidale e disponibile a seguire le disposizioni, ora c’è molta stanchezza e anche molta rabbia. Posizioni irrazionali trovano molto più spazio.