Giovani, know-how e università: le scommesse di ‘Italia Africa Business week’

ROMA – Triangolazioni, visione strategica, partenariati: parole chiave, con al centro l’Italia e l’Africa, non guardando solo alla dimensione istituzionale e politica ma anche al ruolo delle imprese e della società civile. Senza dimenticare i giovani e dall’impegno per la formazione. Questi i nodi e gli impegni discussi oggi nel corso di un webinar di Italia Africa Business Week. Anche al di là del titolo: ‘Strategie per l’internazionalizzazione delle imprese italiane verso l’Africa nel post-Covid-19’.

DIOMA (BUSINESS WEEK): “CREARE UN PONTE ITALIA-AFRICA”

L’Africa e’ “davvero interessata” all’Italia, vista come un modello per la sua capacita’ di adattarsi sul piano industriale, per i suoi cluster produttivi e per il suo know-how: lo ha sottolineato Cleophas Dioma, presidente di Italia Africa Business Week, ricordando l’esperienza delle prime edizioni della manifestazione.

Al centro del suo intervento l’impegno a costruire “un ponte” tra due continenti attraverso il Mediterraneo. “C’eravamo gia’ resi conto nelle prime tre edizioni che l’Africa era davvero interessata all’Italia” ha detto Dioma. “Da parte africana si sa che l’Italia ha dato molto a livello di organizzazione delle imprese: ci sono cluster e know-how importanti sia per l’agrobusiness che per la commercializzazione dei prodotti”.

Secondo Dioma, “a sud del Sahara purtroppo tanti beni sono buttati perche’ non esiste una catena del freddo e di stoccaggio”. Anche per questo sarebbe necessario favorire i rapporti e lo scambio di conoscenze, pure in una fase complessa come quella segnata dalla pandemia di Covid-19.

“Come afroitaliani dobbiamo facilitare queste relazioni tra i nostri Paesi d’origine e l’Italia” ha detto Dioma. Convinto che “se l’economia italiana funziona, funziona anche per noi e consente di creare portare sviluppo in Africa”.

In primo piano, nell’intervento, la capacita’ italiana di adottarsi. “Lo hanno confermato imprese come Ferrari e Armani, che hanno cominciato a produrre soluzioni per lottare contro il Covid-19” ha detto Dioma: “E’ proprio questa capacita’ che ha fatto dell’Italia dopo la Seconda guerra mondiale una grande potenza industriale“.

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