AGI – Due anni di lavoro, 450 pagine di resoconto, decine di testimoni oculari ascoltati e migliaia di documenti esaminati. Conclusione: Theodore McCarrick, già cardinale, già vescovo di Newark e poi di Washington, uomo di rara influenza all’interno della Chiesa d’America e non solo di quella, è responsabile di abusi sessuali su minori e seminaristi.
Ma questo già lo si sapeva: sono quasi due anni che prima ha perso il cardinalato, poi è stato ridotto allo stato laicale. La novità contenuta nel Rapporto McCarrick, pubblicato oggi dal Vaticano con un ritardo sui tempi previsti di una dozzina di mesi causa complessità della materia e difficoltà legate alla pandemia, è semmai un’altra, e consiste nella risposta – implicita ma non troppo – alle accuse mosse da alcuni settori dissidenti della Chiesa allo stesso Papa Francesco.
Questi, è stato detto e scritto dai suoi accusatori, avrebbe agito tardi e male, di fatto divenendo corresponsabile almeno moralmente di quanto successo. E’ quanto accaduto prima che l’attuale Pontefice assurgesse al Soglio, pare invece suggerire il dossier, che svela la vera natura della vicenda.
Si guardi bene al passato più remoto sembra dire il Rapporto, di cui alcuni stralci sono stati anticipati alla stampa.
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