Videogame Bologna: Ready? Fight!

Ieri la melina sul candidato sindaco giovane, oppure esperto, ma anche donna, e perchè no di strada, fino a quello “coi baffi”, da ora il gioco si fa duro. È da vedere se i duri vorranno cominciare a giocare

BOLOGNA – La campagna elettorale a Bologna, sponda centrosinistra, si è improvvisamente (e finalmente) impennata. Dopo settimane che, come hanno notato alcuni ‘addetti ai lavori’, si sono contraddistinte per una serie di interviste ‘che non dicevano niente’, ecco irrompere le Sardine. Fosse una partita a briscola, è come se sul tavolo fosse piovuta una carta (‘carico’ o briscola, scegliete voi) di un certo peso che costringe ad una reazione all’altezza. Sì, perché stavolta l’altolà al teatrino della politica, l’avvertimento a non riportare in scena i “fantasmi del palcoscenico”, l’aver fatto un nome e un cognome (Andrea De Maria), l’esigere primarie di coalizione e l’endorsement per i tre assessori del sindaco Virginio Merola, l’aver spostato la titolarità a decidere chi sarà il candidato fuori dal recinto Pd… Insomma, la cosa ha fatto rumore. Si è alzato il livello.

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Non più appunto un’intervista ‘tattica’ per ripetere i clichè su primarie sì-primarie no, sull’importanza di temi, programmi, candidato unitario… un ‘meccanismo’ su cui in casa Pd si sentivano scricchiolii e stanchezza. A furia di “ci vorrebbe un sindaco giovane”, oppure “esperto”, ma anche “donna”, e perché no “di strada”, si potrebbe dire, sorrideva un dirigente dem nei giorni scorsi, “che serve un sindaco coi baffi”: in fondo “son tutte tipizzazioni” per “segnalare che uno ha in mente un identikit”. Ma senza far nome e cognome. Era un ping pong di strizzatine d’occhio. E intanto c’è chi, come l’assessore Lepore, si è allacciato le scarpe iniziando la sua pre-campagna elettorale (dichiarazioni a favore dei metalmeccanici, visite ad aziende hi-tech… Il tutto segnalato da apposito ufficio stampa).

È che avanti così non poteva durare. Dietro a questo dibattito a bagnomaria c’era un tiro alla fune,

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