Sileri: “A dicembre riapriremo, il lockdown è una terapia di prevenzione”

ROMA – “Rispetto alla domanda se riapriremo ai primi di dicembre, dopo queste restrizioni, io penso di sì. Non vedo perché no: il lockdown è una terapia profilattica, di prevenzione, e questo uno stop & go che ci permetterà di prepararci ancora di più e sconfiggere questo maledetto virus”. Lo ha detto il viceministro Pierpaolo Sileri, ospite di Radio Nsl.

“PIANO PANDEMICO NON HA FUNZIONATO IN DIVERSI PAESI UE”

“Critiche devono esser fatte, scuse devono essere richieste: il piano pandemico che non ha funzionato è un problema che ha riguardato diversi Paesi europei. Discorso analogo sull’uso delle mascherine: con il senno del poi e’ facile dire che la mascherina andava usata, ma gli stessi scienziati, anche l’Oms, lo hanno sottovalutato”.

“PER LE CARENZE DEGLI OSPEDALI “INVERTIRE LA ROTTA DEGLI INVESTIMENTI IN SANITÀ”

 “Come risolvere le carenze negli ospedali nell’assistenza ai malati Covid e’ una bella domanda. Se ci sono dei percorsi all’interno dei processi che stavano gia’ cambiando dentro le strutture, e’ un esito di cui si fatica a vedere il cambiamento durante l’emergenza. Ricordiamo pero’ che la sanita’ ha subito 30 miliardi di tagli negli ultimi dieci anni: e’ stato il personale sanitario a salvare il funzionamento della macchina dell’assistenza in tutti questi anni. Pero’ adesso vanno fatti investimenti e assunto nuovo personale, non solo: i pazienti fragili e anziani devono trovare risposta, per le richieste piu’ semplici e gestibili in telemedicina, con la prossimita’ dei medici, la vicinanza”.

“DOVE IL RISCHIO È ALTO È NECESSARIO CHIUDERE, PARAMETRI OGGETTIVI

Il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’e’ desta”, su Radio Cusano Campus, riguardo alle polemiche sui parametri per la categorizzazione delle regioni in aree di rischio, ha affermato: “Si tratta di parametri che valutano 21 fattori. In sintesi si va a vedere qual e’ la capacita’ diagnostica sul territorio, la capacita’ di poter ricoverare i pazienti, quindi si valuta non solo l’andamento dell’epidemia, ma anche la risposta del sistema sul territorio. Dove c’e’ alto rischio- ha precisato- e’ necessaria una chiusura temporanea che consenta in un paio di settimane di abbassare i numeri. Sono parametri numerici oggettivi, che non hanno nulla a che vedere con la politica,

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