ROMA – “Non serve un albo nazionale delle associazioni che si occupano di violenza contro le donne. Serve, come andiamo ripetendo da tempo, la revisione dell’Intesa Stato-Regioni del 2014, per rendere i criteri che definiscono cos’è un centro antiviolenza rispondenti alle disposizioni della Convenzione di Istanbul, ovvero luoghi che accompagnano la donna in un percorso che inizia con l’accoglienza telefonica e finisce con il recupero della sua vita in piena autonomia”. Questo il commento di Antonella Veltri, presidente di D.i.Re-Donne in Rete contro la Violenza, all’agenzia di stampa Dire sulla proposta di legge a firma Versace-Gasparri (Forza Italia) illustrata ieri alla stampa in Senato. P
resentata l’1 ottobre alla Camera, la proposta prevede l’istituzione di un albo delle associazioni contro la violenza sessuale e di genere presso il Dipartimento per le Pari Opportunità, della figura dell’operatore contro la violenza sessuale e di genere (Oscv), oltre a iniziative di supporto per l’assistenza alle vittime. “La proposta di legge- continua Veltri– indica come unico criterio qualificativo per l’iscrizione all’albo ‘la disponibilità a collaborare con la Regione, con i Comuni e con le aziende sanitarie locali e ospedaliere ai fini della promozione di iniziative di informazione e di prevenzione per una cultura contro la violenza sessuale e di genere, nonché della sensibilizzazione dell’opinione pubblica in materia, cosa che i centri antiviolenza della rete D.i.Re già fanno, laddove ci siano volontaà politica e risorse finanziarie per attività di questo tipo”.
VELTRI: “CENTRI ANTIVIOLENZA NON SONO SERVIZI E DEVONO ESSERE GRATUITI”
I centri antiviolenza, chiarisce Veltri, “non sono servizi, né le operatrici che vi lavorano sono qualificabili con i criteri di un ordine professionale. La pdl propone di istituire una qualifica professionale per legge, qui chiamata ‘operatore specializzato di centro antiviolenza-OSCV’, al maschile: un grave, ma non casuale temo, disconoscimento delle donne che hanno dato vita e animano i centri antiviolenza da quando sono nati. La proposta di legge chiede, inoltre, alle università di istituire dei corsi post laurea per formare tali OSCV, senza tenere conto dell’esperienza maturata in questo campo da centri antiviolenza,