Nella Sicilia arancione sos di un medico, “Quali eroi, siamo allo stremo”

AGI – “Queste sono ambulanze ferme da molte e sottolineo molte ore in attesa al pronto soccorso di Partinico, sì Partinico perché gli ospedali palermitani, quindi il ‘Cervello’, il ‘Civico’, non avevano posti per accettare pazienti…”. E’ lo sfogo di un giovane medico palermitano, Luca Re, 34 anni, ogni giorno come altri suoi colleghi impegnati nella volenterosa e sfiancata trincea sanitaria. Parole che danno forse il senso dello scenario di fondo che ha precipitato la Sicilia nella zona arancione.     

Nell’Isola ci saranno pure meno vittime e malati che in altre regioni, ma il sistema sanitario è allo stremo. Solo di questi giorni la formalizzazione del piano che prevede complessivamente circa 3.600 i posti letto dedicati alle cure del Covid-19 in Sicilia, individuati in strutture pubbliche e private: terapie intensive, degenze ordinarie e ricoveri in strutture dedicate alle cure in bassa complessità. Due scaglioni tempo

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