Domani ‘election day’, Trump alimenta spettro contestazioni

ROMA – Duecentosettanta è il numero magico a cui i due candidati alla presidenza degli Stati Uniti, Donald Trump e Joe Biden, guarderanno da domani, dopo la chiusura dei seggi. Diventerà il quarantaseiesimo presidente, infatti, chi eleggerà almeno 270 grandi elettori sui 538 che formano il collegio elettorale e che formalmente scelgono l’inquilino della Casa Bianca. I grandi elettori sono messi in palio da tutti e 50 gli Stati e dal Distretto di Colombia in base alla loro popolazione. Chi dei due candidati prenderà un voto in più dell’altro in uno Stato, otterrà tutti i delegati a disposizione. Le uniche eccezioni sono Maine e Nebraska, dove anche i singoli collegi assegnano un elettore al vincitore.

Se il democratico Biden è quasi sicuro di ottenere più voti su base nazionale rispetto al suo rivale – come fece anche Hillary Clinton quattro anni fa, prendendo tre milioni in più di Trump – il meccanismo del collegio elettorale rende la sfida di domani non scontata. Biden è complessivamente in vantaggio su Trump, come lo è in alcuni Stati chiave, ma nulla è ancora deciso. Il democratico ha solo più strade per essere eletto. Gli basterebbe vincere tutti gli Stati conquistati anche da Clinton oltre a Michigan, Wisconsin e uno tra Ohio, North Carolina, Florida e Georgia. Altrimenti potrebbe raggiungere i 270 vincendo in Arizona e strappando un elettore in Nebraska. Se ottenesse il Texas, poi, la partita per Trump sarebbe quasi finita.

I primi risultati usciranno tra mezzanotte e l’una di notte di mercoledì, ora italiana, mentre entro le 4 si dovrebbe avere un quadro più chiaro. Le elezioni americane però potrebbero non concludersi il 4 novembre. Oltre 93 milioni di persone hanno già votato, perlopiù per posta, e il conteggio di queste schede è uno dei veri nodi di questa tornata. Stati come la Pennsylvania conteranno gli “absentee votes” per ultimi e accetteranno quelli che arriveranno fino a 12 giorni dopo il 3 novembre se le buste recheranno il timbro di almeno tre giorni prima le elezioni.

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