FOTO | VIDEO | Covid, i lavoratori dello spettacolo in piazza: “L’assenza del governo è ‘spettacolare’”

ROMA – Lavoratori dell’audiovisivo, dei circhi, del teatro e delle scuole danze, ballerini e dj, scenografi e attrezzisti, tutti uniti in un momento drammatico per il settore dello spettacolo. La piazza davanti Montecitorio è piena, e a fianco delle marsine degli orchestrali ci sono le giacche con gli alamari dorati dei circensi, e gli abiti da danza, gli spartiti, le maschere, ma anche, si sottolinea dal palco, gli abiti da lavoro degli attrezzisti, degli autisti, degli elettricisti e dei fonici, categorie ugualmente colpite dalla chiusura causa Covid ma spesso ignorati.

Tutto lo spettacolo italiano è stato chiamato a raccolta da Cgil Slc, FISTel-Cisl e Uilcom Uil, i sindacati di settore. La denuncia di una “assenza spettacolare” del governo è il fil rouge della giornata: non ci sono aiuti, non ci sono soluzioni, ci sono solo altre chiusure, e ormai la difficoltà è anche quella di mettere insieme il pranzo con la cena. La richiesta della piazza guarda anche al futuro, con la richiesta di un salario equo, per uscire dalla crisi con pratiche virtuose, uguali diritti per donne e uomini, il riferimento costante alla Costituzione. E il destinatario della protesta è per tutti il ministro dei Beni e delle attività culturali Dario Franceschini.

“Fa danni quanti ne fa il virus, e ha bloccato anche la stabilizzazione dei precari”, è la voce di chi si avvicenda al microfono. La richiesta è di una forma di sostegno al reddito certa per tutti i lavoratori dello spettacolo “per un periodo lungo, almeno fino a tutto il 2021”, e l’istituzione di “un tavolo strutturale e permanente con il Mibact e il ministero del Lavoro“, con accesso alle risorse del Recovery fund”.

Oltre la pandemia, infatti, “l’Italia investe in modo insufficiente nel settore spettacolo dal vivo ed è necessario un cambio di passo culturale per una più massiccia destinazione di risorse”. “La mia carriera dura 40 anni, quella di un ballerino la metà”, dice fra gli altri Fabio Morbidelli, fagotto e controfagotto dell’orchestra del Teatro dell’Opera di Roma,

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