ROMA – Geniale, dissacrante, forse anche troppo avanti per quegli anni: per primo portò la parola ‘sesso’ ad un Festival di Sanremo (era il ‘lontanissimo’ 1978). Autore di pezzi storici del panorama musicale italiano, di canzoni ancora oggi cantate, riproposte, rielaborate, attuali quanto amate, imitate, seguite, apprezzate e fonte d’ispirazione e d’energia per i cantanti di oggi. Rino Gaetano, all’anagrafe Salvatore Antonio Gaetano, oggi avrebbe festeggiato 70 anni. Nato a Crotone il 29 ottobre 1950 muore appena 30enne, per colpa di un incidente d’auto, a Roma, in via Nomentana, il 2 giugno 1981.
Ironico quanto malinconico, mai schierato politicamente, le sue canzoni sono caratterizzate da una denuncia sociale, dietro testi solo apparentemente leggeri.
Se il suo passaggio a Sanremo nel 1978, con la canzone Gianna (“Una ragazza 15enne che si pone un grave problema, se politicizzarsi subito o prima diventare donna? Alla fine fa entrambe le cose”, ha ricordato in una vecchia intervista) è stato fondamentale nella crescita della sua popolarità e nello sviluppo della sua carriera, va detto che il lavoro di Gaetano ha iniziato a essere significativamente apprezzato diversi anni dopo la sua morte.
Nel 1968, insieme a un gruppo di amici creò il quartetto dei Krounks, un gruppo musicale che eseguiva soprattutto cover. Gaetano suonava il basso all’interno della band e nel frattempo si dilettava a scrivere canzoni.
Gaetano si avvicinò anche al teatro e iniziò a frequentare il Folkstudio, dove conosce Antonello Venditti, Ernesto Bassignano e Francesco De Gregori.
Nel 1975 arriva il successo con il 45 giri Ma il cielo è sempre più blu, canzone che proponeva diversi spaccati di vita quotidiana, descrivendoli con ironia, luoghi comuni e contraddizioni. E poi ancora l’anno successivo l’album ‘Mio fratello è figlio unico’ e nel 1977 ‘Aida’. Arriva poi l’indimenticato passaggio sanremese. E’ infatti il 26 gennaio 1978 quando in occasione della 28esima edizione del Festival, Gaetano fa il suo ingresso sul palco con una tuba nera (regalatagli da Renato Zero pochi giorni prima),