Giornale radio sociale, edizione del 27 ottobre 2020

SOCIETA’ – Impegno disatteso. Quello che era stato preso per la rapida e diffusa ricostruzione delle aree terremotate del Centro Italia colpite dal sisma del 2016. I dati del Rapporto Fillea e Legambiente nel servizio di Anna Monterubbianesi.

Andamento lento, macerie, ritardi e vuoti. Cantieri aperti, allarme sicurezza, scarsa qualità del lavoro ed infiltrazioni criminali: questi gli aspetti salienti che emergono dal terzo Rapporto dell’Osservatorio Sisma di Fillea e Legambiente. “A quattro anni dal terremoto i numeri del bilancio della ricostruzione sono più che sconfortanti, con ricadute pesanti sullo stato d’animo e sul futuro delle comunità colpite”. Così il presidente di Legambiente Stefano Ciafani. Un grande buco nell’acqua di cui è necessario prendere atto per riprogrammare al meglio la politica e i piani per lo sviluppo dei comuni del centro Italia colpiti dal sisma.

SPORT – Lo sport non ci sta. L’ultimo Dpcm colpisce le attività dilettantistiche e sociali. Uisp lancia un nuovo appello: “Lo sport per tutti non è marginale. Abbiamo due doveri: tutelare la salute e un settore che è in ginocchio”. Anche UsAcli ribadisce l’incongruenza delle decisioni rispetto ai vari comparti, mentre l’Aics sottolinea che lo sport “non può essere considerato un’attività non essenziale”, si rischia il collasso.

CULTURA – Così proprio non va. Il nuovo Dpcm preoccupa anche molte associazioni culturali. “Una grave miopia – sottolinea Arci ­– quella di non tenere in considerazione il ruolo che i circoli ricreativi svolgono per il Paese. I luoghi di socialità e diffusione della cultura debbano rimanere aperti – chiede Arci – tutti nel rispetto dei protocolli, per dare spazi sicuri di vita”.

ECONOMIA – Cura senza lavoro. Un duro colpo arriva dall’ordinanza regionale di riconversione dell’ospedale San Matteo degli Infermi in ospedale covid per la Residenza sanitaria protetta di Spoleto. Il servizio territoriale “San Paolo”, pur non rientrando fra i servizi sanitari, si trova attualmente inserito presso il presidio ospedaliero e a seguito dell’ordinanza, anche l’RSA sta per essere smantellata e i suoi ospiti inviati a casa o in altre strutture,

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