L’omertà frena il contact tracing, i detective anti-Covid a Piacenza

(AGI) – Piacenza, 14 gen. – Omertà e reticenza: la paura di rimanere chiusi per 10 giorni tra le mura di casa, frena il contact tracing, anello fondamentale per interrompere la corsa del virus attraverso il tracciamento dei contatti stretti dei positivi. Ora, dopo mesi di pandemia a preoccupare più della malattia sono le limitazioni personali, come l’isolamento domiciliare. Questo, in sintesi, uno dei nodi critici nella lotta al Covid spiegato all’AGI dal direttore del dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl di Piacenza, Marco Delledonne. E gli ‘investigatori del virus’ si trovano in non poche difficoltà.  

Il rischio di molti positivi liberamente in giro

“C’è omertà, non è solo reticenza. Una circostanza che abbiamo vissuto con il focolaio scoppiato a Bobbio”, piccolo Comune della Val di Trebbia  “dove a seguito dei bagordi natalizi ci sono stati una quarantina di contagi”. Nella settimana tra il 4 e il 10 gennaio

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