Covid, Toti: “No al lockdown ma dobbiamo accelerare sui vaccini”

GENOVA – “Non vedo elezioni dietro l’angolo, ma neanche crisi di governo. Vedo fisiologici bracci di ferro e qualcuno che specula un po’ troppo per guadagnare qualche posizione, in un momento in cui i toni dovrebbero essere un po’ più soft”- ha detto il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, a “24 Mattino” su Radio 24-. “Non credo che cada il governo e comunque ce ne sarebbe un altro: non credo che questa legislatura stia per finire- prosegue il governatore- visto il referendum costituzionale per ridurre il numero di parlamentari, ci sono degli equilibri politici, sia nella maggioranza che nel centrodestra, che non potranno essere riproposti dagli elettori in una nuova legislatura”.

“NON CAMBIEREI LE REGOLE ORA SOLO PERCHÉ LO FA LA MERKEL”

“Abbiamo dato delle regole a inizio dicembre che mi sembravano già molto rigorose e strette, di colpo cambiamo idea perché l’ha cambiata la Merkel: mi sfugge il processo decisionale e mi preoccupa un po’”- sottolinea Toti-. “Fino a ieri sostenevamo di essere la nazione guida in Europa sulla gestione della pandemia, non vedo perché oggi dobbiamo considerare la Germania il nostro benchmark. Noi abbiamo scelto un sistema che prevede aree di rischio, che sta dando risultati, la Germania no. Nella mia regione, l’Rt è più basso di quello tedesco. Non mi sembra un metodo né così strampalato né peggiore di quello tedesco. Con buona pace della Merkel, noi abbiamo la nostra strada”. Toti ribadisce che “le ulteriori restrizioni mi convincono poco, non sono coerenti con il metodo che ci siamo dati fino a questo momento: mi convincerebbe una stretta, laddove servisse, così come un allargamento dove possibile. Questo è il metodo che abbiamo dato al Paese, con le zone di rischio. Cambiare totalmente metodo non dà molto senso e continuità alla politica che abbiamo scelto, oltre a una certa dose di ipocrisia, visto che se si aprono negozi, bar e si fa pure la lotteria per chi paga con la carta di credito, si incentivano i cittadini a uscire e a vivere il periodo natalizio dando un po’ di fiato all’economia”.

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“Io terrei le regole come sono adesso: non è che prevediamo di fare cenoni in famiglia a Natale o veglioni a capodanno,

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