Farmacia narrativa, la ‘cura’ ai tempi del Covid

Anche quest’anno, il Congresso Sifo, in corso dal 10 al 12 dicembre, ha dedicato una sessione al tema

ROMA – Alla base dell’innovazione nelle cure e negli studi che conducono alla formulazione di nuove terapie farmacologiche, c’è anche il contributo che può offrire la farmacia narrativa. Anche quest’anno, il Congresso SIFO ha dedicato una sessione al tema con Maria Ernestina Faggiano (componente del Direttivo SIFO e Dirigente Farmacista dell’Ospedale Policlinico Consorziale di Bari) e Daniela Scala (Dirigente Farmacista presso l’UOSD Medicina Nucleare dell’Azienda Ospedaliera Cardarelli di Napoli). Nell’anno della pandemia, tra distanza fisica e anche sociale, il racconto resta un legame essenziale tra il paziente e il professionista sanitario.

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La sessione congressuale coordinata da Faggiano e Scala ha affrontato il modo in cui si è evoluto il rapporto tra sanitario e cittadino/paziente, con attenzione alla centralita’ della farmacia narrativa in un momento storico in cui la forza delle narrazioni e’ stata in diversi casi mediata e filtrata dalla virtualita’.

PERCHÉ È IMPORTANTE LA FARMACIA NARRATIVA

“La farmacia narrativa puo’ diventare una risorsa – affermano – nella misura in cui riesce a trasformare la ‘postura’, spesso un po’ ingessata dei farmacisti costretti a dedicarsi a tematiche gestionali, in una ‘narrativa’. La farmacia narrativa invita, infatti, i farmacisti alla creativita’ interiore, ad attingere a questa risorsa che tutti abbiamo e che piu’ che mai in tempi stra-ordinari, ossia fuori dall’ordinario come l’attuale, puo’ aiutarci, per far ritrovare il senso del lavoro di cura sia attraverso la cura della professione sia attraverso la conoscenza dei pazienti che si narrano parlando dei farmaci. L’adozione di una postura narrativa diventa necessaria perché permette di sperimentare nuovi canali comunicativi e di allenare quelli che gia’ usiamo”.

FARMACIA NARRATIVA NELL’EMERGENZA COVID-19

La narrativa inizia dal modo in cui il farmacista si pone, ha spiegato Maria Ernestina Faggiano. “In tempi di pandemia e di colloqui virtuali, se necessari, o comunque con il distanziamento sociale – ha aggiunto Daniela Scala – le separazioni e l’uso della mascherina sono imperativi,

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