Tg Politico Parlamentare, edizione del 7 dicembre 2020

– GOVERNO, TENSIONE SULL’EUROPA

Mes e Recovery Fund, sono le due spine nel fianco che tormentano il governo di Giuseppe Conte. Il voto di mercoledì in Parlamento, in vista del consiglio europeo, si annuncia quantomai incerto. “La maggioranza ci sarà”, assicura il ministro per il Sud Peppe Provenzano. Ma al Senato potrebbero mancare almeno una decina di voti Cinque Stelle. E la maggioranza difficilmente potrà fare affidamento sul soccorso di Forza Italia. “È una riforma svantaggiosa- dice oggi Antonio Tajani- siamo sempre stati contrari”. Governo diviso anche sulla gestione degli aiuti europei. Italia Viva boccia l’ipotesi di una struttura parallela all’esecutivo. “È inaccettabile” dice la ministra Elena Bonetti che chiede il coinvolgimento del Parlamento. Per Teresa Bellanova la bozza ricevuta da Conte è “opaca e incostituzionale”.

– I MAGNIFICI CENTO DEL RECOVERY FUND

Cento donne e uomini avranno il compito di far fruttare i 196 miliardi del piano Next Generation Eu, l’ingente budget di spesa che l’Europa versa allo Stato italiano. La gran parte sara’ assorbita da due grandi capitoli: il cambiamento climatico, a cui andranno 80 miliardi di euro. E la transizione digitale, che avrà 45 mld. Il consiglio dei ministri ha esaminato in tal senso la creazione di una struttura di missione a Palazzo Chigi con 6 manager. Uno per ciascuna missione, e cioè l’economia verde, le infrastrutture, l’istruzione, la coesione sociale, la digitalizzazione, la salute. In ognuna di queste aree lavoreranno 15 tecnici che avranno il compito di seguire i progetti che il governo indicherà nel Recovery plan italiano. Le proposte da mettere in campo saranno 60, 10 per ogni area. La struttura piramidale con i 6 manager e i 90 tecnici vede al vertice i ministri economici Roberto Gualtieri, Stefano Patuanelli e il premier Giuseppe Conte. Il ministro Enzo Amendola farà da raccordo con la commissione europea.

– EGITTO, ZAKY RESTA IN CARCERE

Patrick Zaki resta in carcere per altri 45 giorni. Lo ha deciso la magistratura del Cairo, respingendo le richieste della difesa che ne aveva chiesto la scarcerazione.

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