Rassegna Stampa e Ultime Notizie dal Mondo

Mediterraneo, la viceministra Sereni: “Adesso non lasciamo indietro nessuno”

“I giovani sono i più vulnerabili”, ha detto durante un webinar dei Mediterranean Dialogues, dedicato agli effetti della pandemia

ROMA – L’impatto che la pandemia sta avendo sui giovani è “uno dei maggiori problemi da affrontare su tutte e due le sponde del Mediterraneo”: lo ha detto la viceministra degli Esteri, Marina Sereni, durante il convegno dal titolo ‘Youth and Covid-19. Leaving no one behind’, tenutosi online nell’ambito dei Mediterranean Dialogues, organizzati da Ispi, l’Istituto per gli studi di politica internazionale.

“I giovani sono i più vulnerabili se si pensa alle conseguenze socio-economiche a lungo termine di questa pandemia”, ha aggiunto Sereni.

Il panel, che ha ospitato interventi dei rappresentanti di alcune organizzazioni non governative in Libano, Iraq e Marocco, aveva come tema le risposte che i governi dei Paesi del Medio Oriente e del Nord Africa (Mena) devono fornire ai giovani in tempi di incertezza come questi.

Come ha sottolineato Jeffrey Schlagenhauf, vicesegretario generale dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), in un sondaggio del 2018 sui giovani di 18 Paesi della regione, solo il 32% ha espresso fiducia nei propri governanti. La crisi del coronavirus, che resta preoccupante nei Paesi sulle sponde del Mediterraneo, “pone l’attenzione sull’importanza delle politiche per i giovani”, ha detto Schlagenhauf. “I governi dovrebbero invece coinvolgere i giovani nelle risposte alle crisi”, ha sostenuto Schlagenhauf, aggiungendo che “l’Italia deve continuare a dettare l’agenda ai Paesi Mena su questi temi”.

Nella sua testimonianza Joana Hammour, che gestisce i fondi dell’ong libanese Nahnoo, ha raccontato che in Libano sono sempre di più i giovani che vogliono andarsene, dopo le diverse crisi che hanno investito il Paese negli ultimi mesi “e questo impoverisce la società”. Chi rimane, però, ha raccontato Hammour, “sono persone dinamiche e talentuose che si stanno impegnando per superare le difficoltà del Covid”. Secondo la responsabile di Nahnoo, le molte iniziative che sono nate in Libano per sopperire alle inefficienze del governo “sono opera di ong gestite da giovani”.

 » Continua a leggere su DIRE.IT…