Intelligenza artificiale sì, ma “senza le donne”: sos da Modena

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Aggiunge Cucchiara illustrando una slide di numeri: “Dentro Linkedin, ad esempio, il tratto distintivo delle competenze AI riguarda al 78% uomini. E alle nostre conferenze su AI e machine learning, che coordino, tra i ricercatori selezionati l’80% è rappresentato da uomini di 28 nazionalità. E ancora: nelle aziende ‘ad alta tecnologia’ lo staff tecnico femminile pesa secondo i numeri ufficiali il 21%, ma se poi si parla di AI si scende al 10% come nel caso di Facebook”.

“SERVE TRASFORMAZIONE A LIVELLO DI PAESE”

Quindi, sprona tutti Cucchiara rivolta ai giovani della summer school: “Dev’esserci una trasformazione a livello di paese, quindi. I vostri genitori portano le proprie figlie a fare medicina o economia, l’ingegneria mai perché ‘ci si sporcano le mani’. Ma l’ingegneria non è arida, è creativa”. Nel corso della mattinata nella chiesa di San Carlo, sono intervenute anche Elly Schlein, vicepresidente della Regione, e Monica Frassoni, presidente del Consiglio comunale di Ixelles-Bruxelles.

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Più in generale, alla summer school modenese si è dibattuto su come la crescita dell’Europa passi attraverso la sua trasformazione digitale ‘a 360 gradi’, appunto, ma anche ecologica: sono “due sfide indissolubili” che “dovranno tenere conto in particolare “della sostenibilità economica, energetica e, soprattutto, dell’equità sociale”. Lo hanno affermato Alberto Majocchi, esperto di tassazione ambientale, e la stessa Cucchiara. Il futuro verde e digitale dell’Europa, hanno puntualizzato sia Cucchiara sia Enrico Giovannini, il portavoce dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile ospite a sua volta della Fondazione modenese oggi, “richiederà sempre di più una conoscenza multidisciplinare e flessibile, aperta a tutte le sollecitazioni e in grado di affrontare quello che sarà un vero e proprio cambiamento di paradigma nell’approccio alla crescita economica e sociale”.

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