Come è morto Giole? Le ipotesi della criminologa Bruzzone

AGI – E’ “iniziato in casa” il delirio di Viviana Parisi, la donna trovata cadavere l’8 agosto nelle campagne di Caronia, nel Messinese, a cinque giorni dalla scomparsa. Ad analizzare con l’AGI la dinamica di quello che si avvia ad essere catalogato come un caso di “omicidio-suicidio” è la criminologa Roberta Bruzzone. 

Secondo l’esperta, già da quando si era avviata da casa “dicendo al marito che sarebbe andata a comprare un paio di scarpe, mentre non l’ha mai fatto”, Viviana sapeva che ‘il suo viaggio sarebbe stato senza ritorno”. E’ probabile poi che “l’incidente con il furgoncino abbia accelerato la situazione“, ma quando la donna “ha incontrato un testimone che ha tentato di parlarle, non ha risposto: un segno evidente che si trovava già in piena crisi dissociativa e si stava dirigendo verso un altro luogo per attuare il suo intento suicidario”. In questo contesto, Bruzzone afferma che la donna “non si è mai separata dal suo bambino”.

La ‘crisi mistica’ all’origine del ‘suicidio allargato’

Del resto “la crisi mistica” diagnosticata anche in un certificato trovato nel cruscotto dell’auto “è in letteratura la causa più probabile negli scenari in cui a uccidere un figlio è un genitore. La condizione più pericolosa che porta ai casi di omicidio-

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