Bambini e montagna: quello che c’è da sapere

Il 2020, anche a causa del Covid e delle regole di distanziamento per evitare assembramenti, si candida come l’anno dove la montagna sarà la meta preferita delle famiglie per le proprie vacanze

ROMA – L’intervista a Gian Giacomo Nicolini, Direttore UOS Pediatria Pieve di Cadore Coautore della guida SIP SITIP “Il bambino viaggiatore”

Il 2020, verosimilmente anche a causa del Covid e delle regole di distanziamento imposte per evitare assembramenti, si candida come l’anno dove la montagna sarà la meta preferita delle famiglie per le proprie vacanze. Le temperature della montagna, che in estate sono generalmente più miti che in città, sono adatte alle vacanze con i bambini. Sempre più spesso tuttavia ci troviamo di fronte a persone che affrontano senza la necessaria preparazione l’escursione complessa come anche la gita domenicale. Ecco alcuni consigli e suggerimenti per affrontare la montagna in sicurezza.

Da quale età si può iniziare a frequentare la montagna?

Il dibattito scientifico in merito è molto acceso, tuttavia nel primo anno di vita pare prudente sconsigliare il soggiorno breve ad una quota superiore ai 1600 metri di altitudine. Soprattutto è controindicato qualsiasi soggiorno in quota per un lattante a rischio, in particolar modo se prematuro alla nascita, o che soffra di anemia o di altre patologie importanti per cui si raccomanda nel dubbio di chiedere consiglio al proprio Pediatra.

Oltre a ciò è fondamentale ricordare che la preparazione fisica è un fattore estremamente importante da considerare: se i genitori sono super sportivi non è detto che i loro figli lo siano altrettanto (o viceversa!), ed in un mondo sempre più sedentario è necessaria una consapevolezza precisa dei propri limiti e del proprio allenamento. Non porteremo un bambino ad affrontare un dislivello eccessivo per godere di un meraviglioso panorama se la sua preparazione fisica non è idonea!

Qual è la patologia più frequente cui sono sottoposti i bambini?

Il mal di montagna acuto è la patologia più frequente in età pediatrica, e si caratterizza per disturbi poco specifici (condizioni generali abbattute, irritabilità, diminuzione dell’appetito, nausea, vomito, disturbi del sonno) che compaiono quando si raggiungono in breve tempo quote superiori ai 2.500 metri.

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