Capodoglio intrappolato nelle Eolie, Wwf: “Chi lo avvista avvisi il 1530”

“Furia”, un magnifico esemplare rimasto vittima del bycatch al largo dell’isola di Salina, è stato avvistato il 18 luglio

ROMA – “Lanciamo un appello a chiunque si trovi in navigazione nel tratto di mare eoliano e avvisti il capodoglio in difficolta’ a segnalarlo immediatamente al numero 1530 della Guardia Costiera. Il fattore tempo, ora, e’ fondamentale per salvarlo”. Lo dice in una nota la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi. Dopo “Spike”, il capodoglio delle Eolie liberato dalle reti a fine a giugno grazie al prezioso intervento della Guardia Costiera, “Furia” un altro magnifico esemplare rimasto vittima del bycatch al largo dell’isola di Salina e’ stato avvistato il 18 luglio. Quella per salvare il giovane capodoglio, che, nonostante la grande rete che lo mette in pericolo, riesce a compiere immersioni della durata anche di 40 minuti, e’ una corsa contro il tempo. Il Corpo della Guardia Costiera insieme a biologi ed attivisti di diversi enti e associazioni tra cui il MuMa di Milazzo, Sea Shepard e Filicudi Wildlife Conservation, hanno trascorso, infatti, gli ultimi due giorni e due notti con l’individuo per monitorarlo e seguirne i movimenti. L’attivita’ di liberazione e’ risultata difficile a causa dell’agitazione del giovane capodoglio di circa 10 metri, ferito e impossibilitato nei movimenti.

I Capodogli, i piu’ grandi predatori del Mare Nostrum, nuotano regolarmente nelle acque profonde del Canale di Sicilia e dell’arcipelago Eoliano, dove riescono a trovare in prossimita’ delle scarpate abbondanza di cefalopodi (seppie e calamari), le loro principali prede. Sono animali incredibili e indiscussi campioni di immersioni: possono arrivare oltre i 1000 metri di profondita’ e restare in apnea per oltre 90 minuti. Nonostante la loro grande mole (gli esemplari maschi possono arrivare fino ai 18 m di lunghezza e alle 50 tonnellate di peso), sono dei Giganti fragili.

CAPODOGLIO SPECIE IN PERICOLO DI ESTINZIONE PER L’IUCN

L’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) considera la specie in pericolo di estinzione nelle acque del Mediterraneo e le minacce che minano il suo stato di conservazione sono principalmente di origine antropica: plastica,

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