Tg Politico Parlamentare, edizione del 18 giugno 2020

MATTARELLA AL GOVERNO: ORA RISPOSTE CONCRETE E RAPIDE

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sprona il governo a fornire “risposte concrete e in tempi rapidi” sul tema dei fondi europei per la ripresa. Questa mattina il Capo dello Stato ha ricevuto al Quirinale il premier Giuseppe Conte in un incontro che ha visto emergere la soddisfazione per il modo in cui si e’ dipanata finora la trattativa in sede europea, che ora entra nella fase decisiva. Incontrando le associazioni di categoria a Villa Pamphilj il premier Conte ha rivolto ancora un volta l’appello a “remare tutti nella stessa direzione”. 

SLITTA IL DL RILANCIO, IN ARRIVO MISURE PER IMPRESE 

Lavori in stand by alla Camera. Il decreto Rilancio è fermo e l’approdo in aula è stato rinviato al 29 giugno. La commissione bilancio sta bocciando gli emendamenti dell’opposizione e accantonando gli altri, in attesa che si arrivi a una sintesi tra i gruppi. Il centrodestra protesta e chiede più spazio, rinfacciando alla maggioranza le promesse del premier Conte sul dialogo. Lunedì è atteso un primo pacchetto di proposte dei relatori, mentre il ministro Gualtieri sta lavorando per modificare la normativa prevista dal decreto dignità e consentire alle imprese di rinnovare i contratti a tempo con meno vincoli. Possibile una proroga della moratoria sui prestiti che scade il 30 settembre.

LA PROTESTA, PIÙ FONDI ALLE SCUOLE PARITARIE

Più fondi alle paritarie, messe in ginocchio da un dl rilancio che rischia di farle chiudere definitivamente. E’ la richiesta di numerose associazioni riunite questo pomeriggio davanti Montecitorio per un flashmob di protesta. Il 30% delle paritarie, sostengono, rischia di non aprire a settembre viste le poche risorse stanziate dal decreto. Un miliardo la cifra stimata per salvare 13mila istituti paritari italiani e 180mila persone che sono impiegate nel settore. Parlamentari di un largo schieramento sostengono la protesta in piazza, manca solo il M5S. Per la senatrice Paola Binetti (Udc), “gli studenti sono privati del diritto di scegliere il modello educativo che preferiscono”.

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